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Sviluppare
La stima di
sè
Incontro del 28 Settembre
2002
Da:
H. GRŰN Autostima e accettazione
dell'ombra
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LA COSTRUZIONE DI UNA BUONA STIMA DI SE'
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Determinante è l'esperienza della FIDUCIA ORIGINARIA: la
fiducia originaria è la sensazione di potersi fidare dei propri genitori ma
anche di se stessi e di Dio, in modo da considerare il mondo attorno a sé con
gli occhi della fiducia ... se Dio però viene mostrato come il sorvegliante e
l'osservatore continuo, anziché la fiducia originaria, il sentimento
fondamentale é la paura originaria: ti senti controllato, limitato,
osservata e giudicato in tutto.
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Per svituppare una buona stima di sé non si tratta solo di fidarsi
di se stessi, del mondo e di Dio, ma piuttosto di scoprire la PROPRIA
UNICITA'. San Tommaso d'Aquino ritiene che ognuno di noi in questo
mondo rappresenti Dio in modo unico.
La percezione
della propria unicità è importante per la formazione di una buona autostima:
se si ha l'impressione di non servire a nulla, di essere troppo lento, che
altri siano capaci di far meglio, ci si sente come spazzatura, come i più
stupidi, i peggiori ... se i giudizi degli altri ti sminuiscono
radicalmente, ci si sente unici al massimo in senso negativo: se non mi
sento unico nell'unicità che Dio mi ha donato, mi devo sentire unico nella mia
negatività!
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Solo chi sa riconcigliarsi con le proprie debolezze e le
proprie ombre ha veramente una buona autostima. Chi può ammettere i
propri errori dinnanzi agli altri, chi accetta sé stesso se fa una "gaffe" di
fronte agli altri, questi possiede veramente una buona autostima. Egli si sa
accettare così com'è, anche con i suoi aspetti meno piacevoli.
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Secondo C.G.Jung appartiene all'accettazione di sé anche
L'ACCETTAZIONE DELLA PROPRIA OMBRA. L'uomo vive continuamente
tra due poli, tra paura e fiducia, tra ragione e sentimento, tra amore e
aggressione, tra disciplina e disordine.
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C'è distinzione tra l'io e il sé. Noi ci aggrappiamo spesso all'io,
ma per giungere al sé dobbiamo lasciare il piccolo io, dobbiamo scendere nella
nostra profondità e scoprire il vero nucleo della persona ... dobbiamo
scendere nei nostri abissi prima di imbatterci nel l'immagine di Dio:
solo chi ammette in sè l'immagine di Dio può trovare il proprio
sé, e solo colui che ha trovato questo nucleo interiore, il suo vero
sé, ha un vero senso di autostima.
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Il valore di un uomo non si esprime mai nella relazione con l'altro
uomo, ma esiste in sé. Perciò non dobbiamo mai far dipendere la consapevolezza
di noi stessi o la nostra autostima dal comportamento di un altro uomo:
occorre rendersi indipendenti dal giudizio degli
uomini.
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Secondo Jung all'autostima appartiene anche LA
RICONCILIAZIONE CON LA PROPRIA STORIA: non ha senso rivangare
continuamente nel proprio passato e cercare in esso le cause per una mancanza
di fiducia in se stessi. Una volta o l'altra ognuno dovra assumersi la
responsabilità della propria vita, dovrà accettare il proprio passato come
materiale che è disposto a modellare.
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Se mi assumo le responsabilità della mia vita, smetterò di cercare
in altri la colpa delle mie miserie. Devo, allora , allontanarmi da ideali
troppo alti con cui forse mi identifico: non si tratta di diventare perfetti e
privi di errori, ma di DIVENIRE UN TUTT'UNO CON ME STESSO; CON TUTTE
LE DIISONANZE CHE SI TROVANO IN ME.
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Finché ci identifichiamo con i nostri sentimenti e i nostri
bisogni, con i nostri stati di salute, ne dipendiamo e diventiamo ciechi nei
confronti della realtà del sé: DOBBIAMO DISIDENTIFICARCI PER TROVARE
IL NOSTRO SE' SPIRITUALE, la nostra patria interiore, nella quale
siamo totalmente noi, nella quale scopriamo che il nostro vero sé è stao
formato da Dio, in modo unico e inconfondibile. Finché noi non scopriremo
questa verità antica - e ciò ognuno per sé e a proprio modo - siamo
condannati a pagare e a cercare consolazione laddove non esiste: nel
mondo esterno.
Alcune questioni per la discussione
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Fiducia originaria o paura originaria: chi, cosa, perché.
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Io chi sono:
è possibile giungere ad accettare se stesso e
la propria storia, a riconciliarsi con le proprie potenzialità e debolezze?
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Scoprire
il proprio sé unico in rapporto a Dio e agli altri.
Immagini bibliche per esprimere L'autostima
Mt 13, 31ss
L'albero che nasce dal seme di senapa: piccolo
ed insignificante, diventa grande, forte e ben saldo.
Mt 13, 44ss
C'è poi l'immagine
del tesoro nascosto nel campo: esso si trova in mezzo alla sposcisia e per
trovarlo occorre faticare, vangare la terra, soffrire...
Mt 13, 45ss
C'è l'immagine
della perla preziosa: ma la perla nasce dalla ferita dell'ostrica ....
Is 11, 1
Il germoglio che
nasce dal tronco, da ciò che è potato, distrutto, ferito, andato in rovina: noi
siamo più della nostra storia, del nostro passato che pur ci hanno segnato!.
Dal salmo 8
Signore nostro Dio,
grande è il tuo nome su tutta la terra, nell'universo intero.
La tua forza si rivela nella
semplicità dei piccoli: anche i più violenti da loro sono vinti.
Signore, quando guardo il cielo stellato,
quando contemplole notti di luna e penso che il creatore sei tu, allora io mi
domando: che cos'è l'uomo se tu ti ricordi sempre di lui e con tenerezza lo
cerchi?
Tu l'hai voluto re dell'universo. Con tanta
fiducia gli hai regalato quanto le tue mani avevano fatto: gli animali della
terra, gli uccelli del cielo, i pesci del mare.
Signore nostro Dio, grande è il tuo nome su
tutta la terra, nell'universo intero.