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Poi il Signore Dio disse: "Non è bene che l'uomo sia
solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile"
(Dal libro della Genesi, cap.2,
v.18)
Molte persone sentono di vivere e vivono una vita in solitudine,
ma noi crediamo che la persona umana abbia bisogno della vita sociale.
Questo non è per l'uomo qualcosa di aggiunto, ma è un esigenza
della sua natura. Attraverso il suo rapporto con gli altri la reciprocità
del servizio e il dialogo con i fratelli, l'essere umano sviluppa le proprie
virtualità e così risponde alla propria vocazione.
Ogni uomo riceve dei talenti che arricchiscono la sua identità
e che sono però da far fruttare. Solo l'uomo così concepito
è erede del proprio passato e costruttore del proprio futuro.
L'uomo nascendo, non dispone di tutto ciò che è necessario
allo sviluppo della propria vita, sia corporale che spirituale. Ha bisogno
degli altri. Nella realtà dell'esistenza vi sono differenze legate
all'età, alle capacità fisiche, alle attitudini morali,
alla distribuzione delle ricchezze. I talenti, infatti, non sono distribuiti
in misura eguale. Tali differenze sono "volute da Dio", il quale
vuole che ciascuno riceva dagli altri ciò di cui ha bisogno, e
che coloro che hanno talenti particolari ne comunichino i benefici a coloro
che ne sono privi
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