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La Sequela e la Croce Incontro di Sabato 4 Novembre 2006 |
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Preghiera del giusto sofferente 2 Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? 4 Eppure tu abiti la santa dimora, |
7 Ma io sono verme, non uomo, 10 Sei tu che mi hai tratto dal grembo, (Salmi 22, 2-12) |
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Primo annunzio della passione 31 E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell`uomo
doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti
e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare.
32
Gesù faceva questo discorso apertamente. Allora Pietro lo prese
in disparte, e si mise a rimproverarlo.
33Ma egli, voltatosi e guardando
i discepoli, rimproverò Pietro e gli disse: "Lungi da me,
satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini". (Marco 8,31-38) "La chiamata alla sequela è qui messa in relazione
all'annunzio della passione. Gesù Cristo deve soffrire ed essere
riprovato
La sequela come vincolo alla persona di Gesù pone
colui che si colloca in essa sotto la legge di Cristo, cioè la
croce
La Croce non è un'avversità o un duro destino,
ma è quel patire che ci deriva solo a causa del nostro vincolo
con Gesù Cristo... la Croce non è sofferenza legata all'esistenza
naturale, ma all'esser cristiani.". (cfr. Bonhoeffer D., Sequela, Brescia, 2004, pp.75-76). |
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Gesù Signore dal giogo leggero 25 In quel tempo Gesù disse: "Ti benedico,
o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste
queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.
26Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.
27Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio
se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al
quale il Figlio lo voglia rivelare.
28Venite a me, voi tutti, che siete
affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.
29Prendete il mio giogo
sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete
ristoro per le vostre anime.
30Il mio giogo infatti è dolce e
il mio carico leggero". (Matteo 11,25-30) ""Rinnegare se stessi significa conoscere solo Cristo, non più sé stessi, vedere ormai solo lui che ci precede, non il cammino per noi troppo difficile. Ancora una volta rinnegamento di sé significa solo: Egli ti precede, tienti stretto a lui."" (cfr. Bonhoeffer D., Sequela, Brescia, 2004, pag.77). |
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Al Getsemani 36Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: "Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare". 37E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia. 38Disse loro: "La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me". 39E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: "Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!". 40Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: "Così non siete stati capaci di vegliare un`ora sola con me? 41Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole". 42E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: "Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà". (Matteo 26,36-42) "La prima passione in nome di Cristo, che ognuno deve provare, è
la chiamata che ci chiama fuori dai vincoli di questo mondo. E' la morte
del vecchio uomo nell'incontro con Gesù Cristo
la croce non
è la fine terribile di una vita felice e devota, ma sta all'inizio
della comunione con Gesù" (cfr. Bonhoeffer D., Sequela, Brescia, 2004, pag. 79) |
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Lettera ai Galati 24Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso
la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri.
25Se pertanto viviamo
dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.
26Non cerchiamo la
vanagloria, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri. (Gal 5, 24 - 26 / 6,1 - 10) "Per cui il cristiano diventa colui che porta il peccato e la colpa
per altri uomini. Finirebbe schiacciato da questo peso, se a sua volta
non fosse sostenuto da colui che ha portato su di sé tutti i peccati
Ma in tal modo, per la forza della passione di Cristo, egli può
vincere i peccati che ricadono su di lui, perdonandoli. Il cristiano diventa
colui che porta dei pesi: L'uno deve portare i pesi dell'altro, così
adempirete la legge di Cristo. Come Cristo porta il nostro peso, così
noi dobbiamo portare quello dei fratelli; la legge di Cristo, che va adempiuta,
è quella del portare la Croce." (cfr. Bonhoeffer D., Sequela, Brescia, 2004, pag. 80) |
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