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La Giustizia "migliore" Incontro di Sabato 27 Gennaio 2007 |
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Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: La sua salvezza è vicina a chi lo teme Misericordia e verità s'incontreranno, |
La verità germoglierà dalla terra Quando il Signore elargirà il suo bene, Davanti a lui camminerà la giustizia (Salmi 84, 9-14) |
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17Non pensate che io sia venuto ad abolire la
Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. (Matteo 5,17-20) |
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Abolire o compiere [Gesù] adempie la legge, questo dice di se stesso. Per questo essa è vera. Egli l'adempie in ogni suo iota, Ma in questo suo adempimento "tutto è compiuto", tutto ciò che deve compiersi perché la legge sia adempiuta. Gesù farà ciò che la legge richiede, perciò dovrà patire la morte; egli solo comprende la legge come legge di Dio, senza fare della legge in se stessa un Dio. [ ] È lui stesso, come crocifisso, l'adempimento pieno della legge. (cfr. Bonhoeffer D., Sequela, Brescia, 2004, pag.114-115).
E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto è compiuto!". E, chinato il capo, spirò. (Giovanni 9,30) Gesù in mezzo [ ] Gesù Cristo e lui solo adempie la legge, perché lui solo è in piena comunione con Dio. Lui stesso si pone fra i discepoli e la legge [ ] Il cammino dei discepoli verso la legge passa per la croce di Cristo. Per cui Gesù vincola di nuovo i discepoli a se stesso nel momento in cui li rimanda alla legge, che in lui solo è adempiuta. (cfr. Bonhoeffer D., Sequela, Brescia, 2004, pag.115). Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa. (Colossesi 1,24) |
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Osservare e trasgredire "Fate e insegnate": si potrebbe pensare anche ad un insegnamento della legge che dispensi dal fare, mettendo la legge esclusivamente al servizio del riconoscimento che adempierla è impossibile. Un insegnamento siffatto non può richiamarsi a Gesù. La legge esige di essere praticata, così come lui l'ha praticata. [ ] Solo il facitore della legge può rimanere nella comunione di Gesù. (cfr. Bonhoeffer D., Sequela, Brescia, 2004, pag.116).
8Poi [il Re] disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; 9andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. 10Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali. 11Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l'abito nuziale, 12gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz'abito nuziale? Ed egli ammutolì. 13Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. 14Perchè molti sono chiamati, ma pochi eletti". (Matteo 22,8-14) |
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Il discepolo e la sequela Non è la legge a distinguere il discepolo dall'ebreo,
ma la "migliore giustizia". La giustizia dei discepoli "sopravanza"
quella degli scribi. [
] La giustizia dei discepoli è giustizia
sotto la croce. è la giustizia dei poveri, dei contestati, degli
affamati, dei miti, dei pacifici, dei perseguitati - per amore della chiamata
di Gesù; è la giustizia visibile di coloro che per questo
motivo sono la luce del mondo e la città (cfr. Bonhoeffer D., Sequela, Brescia, 2004, pag.116-118). |
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Signore Gesù, possiamo forse essere un po' spaventati vedendo come tu conosci tutte le pieghe del cuore umano e metti a nudo implacabilmente i nostri sentimenti più reconditi e più nascosti, le nostre debolezze, le nostre paure, le nostre vigliaccherie, tutte le nostre infedeltà. Signore Gesù, siamo contenti di essere conosciuti da te così, perché ci ami, ci sei amico, sposo, maestro, sei morto per noi, per i nostri peccati, e, se li metti a nudo, è per perdonarci, dandoci coraggio, forza, serenità, slancio, gioia... Non confidiamo nella nostra conoscenza o sapienza, bensì nella Tua bontà e nel dono del Tuo Spirito. Donacelo in abbondanza, perché possiamo immergerci nella tua vita, nel mistero della salvezza e nel mistero trinitario, e non solo comprendere il senso preciso delle tue parole. (C. M. Martini, Il discorso della montagna). |
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