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Incontro di preparazione al Natale Incontro di Domenica 19 Dicembre 2008 |
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26 Nel sesto mese, l`angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città
della Galilea, chiamata Nazaret,
27 a una vergine, promessa sposa di un
uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
28 Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore
è con te".
29 A queste parole ella rimase turbata e si domandava
che senso avesse un tale saluto.
30 L`angelo le disse: "Non temere,
Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
31 Ecco concepirai
un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
32 Sarà
grande e chiamato Figlio dell`Altissimo; il Signore Dio gli darà
il trono di Davide suo padre
33 e regnerà per sempre sulla casa
di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".
34 Allora Maria
disse all`angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo".
35 Le rispose l`angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te,
su te stenderà la sua ombra la potenza dell`Altissimo. Colui che
nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
36 Vedi:
anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio
e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:
37
nulla è impossibile a Dio ".
38 Allora Maria disse: "Eccomi,
sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E
l`angelo partì da lei. ( Luca, 1,26-38) |
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( 2 Sam 7,1-5;8-12;14;16)
( 1 Re, 8,27-29) [Il Signore disse a Mosè] 10 Ora và! Io ti mando dal faraone. Fà uscire dall`Egitto il mio popolo, gli Israeliti!". 11 Mosè disse a Dio: "Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall`Egitto gli Israeliti?". 12 Rispose: "Io sarò con te. Eccoti il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall`Egitto, servirete Dio su questo monte". 13 Mosè disse a Dio: "Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?". 14 Dio disse a Mosè : "Io sono colui che sono!". Poi disse: "Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi". ( Es 3,10-14)
(is 63,15-17;19 64,3) |
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Così scrive Adrienne von Speyr in un breve trattato sulla contemplazione ("La luce e le immagini"):
Tante volte ci sarà capitato - nei tramonti estivi - di aspettare sulla spiaggia il momento in cui il grande disco solare, ormai perfettamente osservabile ad occhio nudo, entrava in contatto con il lineare orizzonte del mare. Addirittura, a guardar bene, per i pochi secondi che precedevano quell'incontro, sembrava di notare una reciproca attrazione, quasi che mare e sole non riuscissero più a mantenersi nei loro confini ma fremessero per il desiderio di quella fusione, affrettando il loro reciproco confondersi. Il Vangelo di questa domenica ci narra di un'alba luminosissima, non di un tramonto, ma Maria e l'Angelo si comportano proprio come il mare e il sole in un tardo pomeriggio d'estate. Gabriele è il messaggero che fin dall'origine del Tempo e della Storia è il consapevole portatore di un saluto inaudito: Rallegrati Graziosissima, Traboccante di Grazia, lo Spirito Santo ti coprirà con la sua ombra, concepirai e partorirai il Figlio dell'Altissimo, il cui nome sarà Gesù, cioè "YHWH è salvezza". Maria è la donna così spiritualmente attenta e disponibile da poter percepire, vedere e ascoltare l'Angelo che le compare davanti, segno di una vita interiore profondissima. Per tutto il trascorrere del tempo l'Angelo aveva custodito in sé quel saluto, fino a quella pienezza del tempo in cui, dalla "divinità eternamente sgorgante", era scaturito il trepidante e amorevole invio; per tutta la sua vita la fanciulla si era immersa nella silenziosa contemplazione del Dio d'Israele, vagamente consapevole di avere un ruolo, un compito da svolgere, ma umilmente ignara dell'esatta portata dei piani dell'Altissimo. Proprio adesso, uno di fronte all'altra, Gabriele e Maria si guardano e ognuno vede negli occhi dell'altro il luminoso flusso e riflusso divino, e con trepidazione, in un silenzio cosmico, si fanno veicoli dell'Incarnazione del Verbo. Grazie alla sua venuta nella carne, il Figlio di Dio si è reso consustanziale all'uomo, per permettere all'uomo di potersi immergere nella contemplazione della Divina Triunità, che è insieme vita, conoscenza e amore. La Trinità non ha voluto compiere l'incarnazione del Verbo senza il fiat di Maria: se lei non avesse detto SI il Verbo non si sarebbe fatto carne. Lei è la Theotokos, colei che porta Dio, il tabernacolo, l'ostensorio: manifesta nella sua vita tutta l'economia della salvezza. Dio - dice Salomone - è immenso, e i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerlo. Maria è più vasta dei cieli e li contiene, perché ha contenuto il Signore dell'universo, ha contenuto l'Incontenibile e ha raggiunto così l'apatheia, cioè la forza interiore per amare anche i nemici di amore materno. Dio promise a Mosè: Abiterò in mezzo agli Israeliti, mi accamperò, metterò la tenda in mezzo a loro. Il Verbo di Dio - scrive Giovanni - si è fatto carne e ha messo la sua tenda in mezzo a noi. Il Figlio dell'Uomo non ha dove dimorare, dove attendarsi, ma ha trovato una tenda nel ventre di Maria. Lei, che è tramite dell'Incarnazione, è anche il tramite che Dio usa per entrare nella tenda di ciascuno di noi. Tutta la Trinità si è scelta Maria. Il Padre si è scelto la Vergine Sposa e l'ha dotata della fecondità, tipica del suo essere padre, concedendole una verginità feconda. Il Figlio si è scelto una Madre perché non ha voluto soltanto essere uomo, ma ha voluto crescere come noi e insieme a noi; ha voluto una Madre da cui prendere la carne, segno che la nostra carne è benedetta, è amata, voluta, desiderata da Dio. Comprendere Cristo vuol dire prenderlo, tenerlo dentro, farlo crescere e diventare anche noi tenda dove Dio possa dimorare, diventare noi la casa di Dio: dice Natan a Davide: Il Signore ti annuncia che farà a te una casa! Lo Spirito Santo si è scelto un aiuto simile a sé e dà alla Madre la sua bontà, la sua soavità, la sua bellezza, la sua graziosità, la sua delicatezza, la sua dolcezza: è la paraclèsis, la consolazione, la forte esortazione a stare davanti al Signore nonostante i nostri limiti, i nostri peccati (Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio, parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita la sua schiavitù, è stata scontata la sua iniquità). Maria è la Paràclita creaturale, è l'Avvocata, Madre della Misericordia divina è anche Madre misericordiosa essa stessa; lei, Madre fiduciosa, è anche Madre che ci esorta alla fiducia. Lei ci prende per mano e ci introduce nel palazzo regale, presso il trono del Figlio che l'ha strettamente legata a sé, e noi con lei; Lui che è vero uomo e vero Dio ha voluto che fosse la prima a condividere in pienezza questo suo mistero, e l'ha resa la più somigliante a se stesso, colei in cui il Cristo è cresciuto in tutte le sue dimensioni e che grazie a lui è cresciuta ella stessa a sua volta fino alla piena maturità di Cristo in lei. Accompagnati da lei ognuno di noi è in cammino verso questa pienezza di vita umana e divina. Chiediamo al Signore in questo tempo di grazia che ci viene incontro di donarcela per Madre ancora una volta, come ha fatto a Giovanni sotto la croce, così da poter pronunciare pure noi il nostro SI deponendolo nel grembo verginale del SI di Maria. Non si va in paradiso, dicevano i Padri, se non si passa per Maria, perché lei è veramente la porta del cielo. |
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V. O Dio, vieni a salvarmi Gloria al Padre e al Figlio Inno Accogli nel tuo grembo, Su te il divino Spirito Porta santa del tempio, Predetto dai profeti A te, Cristo sia lode, 1^ Antifona Salmo 109,1-5;76 Oracolo del Signore al mio Signore: 2 Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: 3 A te il principato nel giorno della tua potenza 4 Il Signore ha giurato e non si pente: 5 Il Signore è alla tua destra, [...] 7 Lungo il cammino si disseta al torrente Gloria al Padre e al Figlio 1^ Antifona 2^ Antifona Salmo 111 Beato l`uomo che teme il Signore 3 Onore e ricchezza nella sua casa, 5 Felice l`uomo pietoso che dá in prestito, 7 Non temerà annunzio di sventura, 9 Egli dona largamente ai poveri, 10 L`empio vede e si adira, Gloria al Padre e al Figlio 2^ Antifona 3^ Antifona CANTICO Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia Gloria al Padre e al Figlio 3^ Antifona Lettura breve (Fil 4,4-5) 4 Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi. 5 La vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino! Responsorio R. Mostraci, Signore, la tua misericordia. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Antifona al Magnificat Astro che sorgi, Cantico della beata vergine (Lc 1,46-55) L`anima mia magnifica il Signore 48 perché ha guardato l`umiltà della sua serva. 49 Grandi cose ha fatto in me l`Onnipotente 50 di generazione in generazione la sua misericordia 51 Ha spiegato la potenza del suo braccio, 52 ha rovesciato i potenti dai troni, 53 ha ricolmato di beni gli affamati, 54 Ha soccorso Israele, suo servo, 55 come aveva promesso ai nostri padri, Gloria al Padre e al Figlio Come era nel principio, e ora e sempre Antifona al Magnificat Astro che sorgi, Intercessioni Uniamoci alla santa Chiesa, che attende con fede il Cristo suo sposo
e acclamiamo: Verbo eterno, che nell'incarnazione hai rivelato al mondo la tua gloria, Ti sei rivestito della nostra debolezza, Tu, che sei venuto povero e umile per redimerci dal peccato, Tu, che governi con sapienza e amore le tue creature, Tu, che siedi alla destra del Padre, Padre nostro Orazione Infondi nel nostro spirito la tua grazia, Signore; tu, che all'annunzio
dell'angelo Amen. |