![]() |
Accogliere Incontro di Sabato 7 Febbraio 2009 |
|
7Accoglietevi gli uni gli altri come Cristo accolse voi, per la gloria di Dio. (Rm, 15,7) 34Pietro prese la parola e disse: In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, 35ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto. (At, 10,34) [...] 17perché il Signore vostro Dio è il Dio degli dei,
il Signore dei signori, il Dio grande, forte e terribile, che non usa
parzialità e non accetta regali. (Dt, 10,17) |
|
|
Se non si vuole rimanere nelle astrattezze di una spiritualità eterea, il figlio omosessuale mette alla prova esattamente questa vocazione ad accogliere e ad amare il prossimo e il nemico, il simile e il diverso, chi ci ripaga e chi no. Se non si abbraccia questa prospettiva è difficile potersi dire figli di quel Dio che "non fa preferenze di persone". (D. PEZZINI, Le Mani del Vasaio, pag. 23) Quando si prova un rigetto per qualcosa o, ancora più seriamente, per qualcuno, la prima operazione da fare è trovarne le ragioni, cominciando con il dire a se stessi che queste non stanno necessariamente, ne solamente, nell'altro: ci sono sentimenti di ripulsa che hanno radici dentro di noi, anche se spesso queste sono ben nascoste o vengono ridefinite con termini eleganti. Noi siamo molto bravi nel chiamare con nomi gentili, o con termini antipatici, la stessa cosa: dipende solo se essa è nostra o altrui. Quella che per gli altri è testardaggine, per noi è determinazione, e magari anche coraggio. (PEZZINI, Le Mani, pag. 21) [ ] quando c'è una situazione anomala in una personalità, sembra istintivo in genitori, professori, formatori (conventi e seminari) fare immediato ricorso alla psicologo. La scelta è ragionevole: non sempre lo è l'aspettativa [di "guarigione"]. (PEZZINI, Le Mani, pag. 31) Il problema di fondo [ ] è che raramente (o mai?) i figli riescono come i genitori se li sognano. Il taglio del cordone ombelicale ha da essere operato più volte nella vita, e dalle due parti, s'intende. Questo è un po' come morire, ma è un morire per vivere. I cristiani dovrebbero capire bene questa logica, visto che essa forma il centro stesso della loro fede: Gesù è morto per dare la vita, ed è morendo così che è risorto. Identico è, per naturale conseguenza, il punto focale della vita morale evangelica, che ha come legge primaria e fondante la necessità di perdere per guadagnare, di disporsi a morire per salvarsi. Anche il riaggiustamento dei rapporti con le persone, soprattutto con quelle con cui viviamo una relazione d'amore, devono essere letti in questa stessa logica. (PEZZINI, Le Mani, pag. 18) |
|
|
Signore, quando ho fame, (Liberamente tratto da una preghiera di MADRE TERESA DI CALCUTTA) |