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Il tempo che passa Incontro di Sabato 24 Ottobre 2009 |
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1 Signore, tu sei stato per noi un rifugio 3 Tu fai ritornare l'uomo in polvere 5 Li annienti: li sommergi nel sonno; 7 Perché siamo distrutti dalla tua ira |
10 Gli anni della nostra vita sono settanta, 11 Chi conosce l'impeto della tua ira, 13 Volgiti, Signore; fino a quando? 15 Rendici la gioia per i giorni di afflizione, 17 Sia su di noi la bontà del Signore, nostro Dio: (Salmi - 90) |
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29Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; d'ora
innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero;
30coloro
che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come se non
godessero; quelli che comprano, come se non possedessero;
31quelli che
usano del mondo, come se non ne usassero appieno: perché passa
la scena di questo mondo! ( 1 Corinzi 7,29-31) |
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"L'uso buono del passato implica che il tempo diventi luogo di costruzione
della memoria. Il ricordo delle esperienze trascorse, nei loro esiti positivi
e negativi, si trasforma in scuola di sapienza che ci aiuta a scegliere
in modo accorto: il presente riceve così combustibile dal passato
perché non sia un tempo sprecato. Per il credente questa memoria
personale si interseca e si allarga con l'aggiunta della memoria biblica:
il che significa inserire nella rete delle nostre esperienze quella che
è stata l'esperienza del popolo d'Israele, di Gesù, della
prima comunità cristiana. Insieme, queste due memorie, sempre in
fieri, costruiscono per ciascuno la propria personale storia della salvezza.
Ma c'è anche una visione sterile del passato: è quella nostalgica,
che si traduce spesso in un vivere all'indietro che non è un vivere,
perché diventa fuga a ritroso dal presente. Le "nostalgie"
di cui più ci si ammala quanto più si cresce, sono buone
se portano dinamismo e voglia di fare, sono inutili se ci alienano dal
presente. Il guaio è che la nostalgia prende quando il presente
disgusta: non è una buona ragione per rinunciare a vivere l'unico
tempo davvero reale: l'oggi e l'adesso". (Domenico Pezzini - dall'editoriale di "Acqua di fonte", ottobre 2009) |
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Alice : "Mi pare che dovreste spendere meglio il vostro tempo". il Cappellaio :"Se tu conoscessi il Tempo come me", non parleresti di perdere LUI. E' LUI che è così". Alice :"Non capisco". il Cappellaio: "Naturale che non capisci! Scommetto che non hai mai parlato col Tempo!" Alice: "Non mi pare, ma so che quando studio musica debbo batterlo". il Cappellaio:"Ora capisco!"Ma lo sai, almeno, che lui non sopporta di essere battuto? Se tu riuscissi a restare in buon accordo con lui, ti farebbe con l'orologio tutto quello che desideri tu. Per esempio: supponi che siano le nove del mattino, l'ora in cui devi cominciare le lezioni. Ecco, basterebbe che tu mormorassi una parolina al Tempo e in un attimo sarebbero già le dodici e mezzo, l'ora del pranzo!" Alice: "Sarebbe bello davvero. Però se fosse così...potrei non aver fame..." il Cappellaio :"Al principio forse no. Però potresti fermare l'orologio sulle dodici e mezzo finché ti piace". Alice: "Fate così voi?" il Cappellaio:"No, io no purtroppo. Abbiamo litigato lo scorso marzo. Fu al concerto della Regina di Cuori. Io dovevo cantare: "Zitto, zitto, pipistrello, corri avvolto in un mantello!" Conosci questa canzone?" Alice: "L'ho sentita, mi pare" il Cappellaio: "Non è ancora finita. Continua così: "Zitto, zitto, lungo il mondo vola e gira in girotondo". "Insomma, avevo appena finito la prima strofa, quando la Regina saltò in piedi e si mise a urlare: "Sta assassinando il Tempo! Tagliategli la testa, la testa!" Alice: "Ma com'è crudele!" il Cappellaio: "Da allora il Tempo non vuol fare più niente di ciò che gli chiedo. Così per me sono sempre le sei del pomeriggio". Alice: "E' per questo che avete apparecchiato per il tè?" il Cappellaio:"Appunto per questo e non abbiamo neppure un po' di
tempo per lavare le posate. E' sempre l'ora del tè!" Da: (Alice nel paese delle meraviglie" di Lewis Carroll, cap.7) |
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Col tempo sai, col tempo tutto se ne va (Traduzione italiana della canzone“Avec le temps” di Leo Ferré, portata al successo nella versione italiana da Patty Pravo e da Gino Paoli) |
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