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Di fronte alla notizia dell'arresto di don Domenico Pezzini la prima
reazione che proviamo è quella di una profonda costernazione e,
subito dopo, di grande tristezza e smarrimento.
Vogliamo esprimere fraterna vicinanza ai gruppi della Fonte e del Guado
che stanno vivendo questo brutto momento. Ma è un momento brutto
e triste anche per noi.
Il nostro gruppo è nato a Roma venti anni fa su sollecitazione
proprio di don Domenico Pezzini, che non ha mai fatto mancare nei nostri
confronti la sua stima e la sua amicizia.
In questo cammino ventennale abbiamo imparato ad apprezzare il lavoro
instancabile che ha fatto con centinaia di omosessuali credenti che ha
aiutato a conservare la fede.
Abbiamo apprezzato i ripetuti interventi con cui ha saputo affrontare
il tema dell'omosessualità declinando in maniera esemplare la fedeltà
al Vangelo e il rispetto per le persone che la vivono in prima persona.
Abbiamo conosciuto i numerosi libri di spiritualità che l'hanno
fatto diventare un conferenziere molto apprezzato non solo nella chiesa
italiana, ma anche fuori d'Italia. Grazie a Domenico abbiamo fatto tanta
strada in questi anni, e la luce nuova con la quale ha illuminato la vita
e la fede di tanti omosessuali credenti non può essere offuscata
in alcun modo.
Continueremo a testimoniarla e farla crescere nella chiesa e nel mondo.
Dichiariamo con fermezza la nostra opposizione e
il nostro totale rifiuto ad ogni atto di violenza, ancor più abietto
se perpetrato verso i più piccoli e i più indifesi: qualunque
vittima di violenza e di abusi sessuali, specie se minore, ha e avrà
sempre da noi totale solidarietà!
Manifestiamo altresì la nostra speranza
che le istanze giudiziarie, svolgendo accuratamente il proprio lavoro,accertino
al più presto la verità dei fatti.
Nel frattempo non possiamo non deplorare quello
che si configura come una campagna mediatica che non rivela rigore nel
riferire i fatti, divulgando notizie non confermate, facendo collegamenti
a persone e fatti che sono approssimativi e impropriamente allusivi, e
soprattutto non trattando con il dovuto rispetto e riserbo le persone
coinvolte.
In attesa di conoscere la verità su questa vicenda dolorosa crediamo
che la prima cosa che dobbiamo fare è quella di pregare, certi
che si farà piena luce su tutta la vicenda.
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